ABYSSUS SIBYLLAE     Un romanzo di Michele Sanvico

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Un mistero nascosto nel Parco dei Monti Sibillini

La storia narrata da Abyssus Sibyllae ha inizio a Norcia, in Umbria, nel meraviglioso scenario del Parco dei Monti Sibillini, tra le vetrine scintillanti ricolme di salumi prelibati e di tartufi dall’inebriante sentore. È qui che il protagonista del romanzo entra in contatto con una leggenda antica, ancora oggi viva nel territorio e nelle fonti storico-letterarie: la leggenda della Sibilla.

Nell’impervio territorio posto tra l’Umbria e le Marche si erge infatti una montagna, il cui nome è “Monte della Sibilla”. Sulla cima del monte è posta una grotta, il cui ingresso è ormai crollato da secoli. La leggenda vuole che, sotto la montagna, si nasconda un regno meraviglioso, fatto di palazzi e giardini, dimora di una fata e sacerdotessa chiamata, come le profetesse del perduto mondo classico, Sibilla.

Sogno e leggenda: indagine sul mito della Sibilla

Un sogno? Una fiaba? Non troppo, se per secoli la fama della grotta è riuscita ad attirare su quella montagna avventurieri, poeti e letterati; se Ariosto, Goethe e Wagner hanno voluto citare nelle loro opere la fama negromantica di quell’antro oscuro e remoto; se innumerevoli autori italiani e stranieri hanno inteso farne menzione nei loro libri eruditi o nelle trascrizioni delle locali ballate popolari: da Flavio Biondo, il grande umanista rinascimentale, a Battista Spagnoli, il frate carmelitano citato anche da William Shakespeare; da Ludovico Ariosto a Gian Giorgio Trìssino, scopritore e mentore del grande architetto Andrea Palladio; da Leandro Alberto, il domenicano autore della Descrittione di tutta l’Italia a Silvio Enea Piccolomini, noto anche come papa Pio II; da Abraham Oertel, geografo e cartografo fiammingo, a Richard Wagner.

Sarà proprio un libro, un antico volume, le Divinae Institutiones di Lucio Cecilio Firmiano Lattanzio, retore del IV secolo, a richiamare alla memoria del protagonista la fiaba perduta delle dieci Sibille, consacrate al culto della Grande Madre, Cibele, e dell’undicesima, oracolo dimorante, secondo una tradizione risalente all’età classica, sulla vetta di un monte coronato, sacro al nome della Sibilla Appenninica, elevantesi a poche miglia dalla città di Norcia.

Storie misteriose, che si raccontano sin da tempi remoti

Ma altri libri, altri presagi accompagneranno il protagonista nel percorso di conoscenza che, suo malgrado, egli sarà costretto ad intraprendere sui sentieri ignoti e tenebrosi del mito. Primo fra tutti ìl Guerrin Meschino, poema redatto nel 1410 da Andrea dé Mengabotti, un tempo noto ai cantastorie che vagavano senza meta di villaggio in villaggio; e, poi, Le Paradis de la Reine Sibylle, la relazione di viaggio compilata da Antoine de La Sale, gentiluomo provenzale del XV secolo. Libri che illustrano la magia oscura di una leggenda sinistra, aleggiante da secoli tra quei monti remoti e disabitati dell’Italia Centrale.

Ma le scoperte non termineranno qui. Con inquietudine crescente, il protagonista scoprirà che quella leggenda aveva varcato, nel tempo, i confini del proprio territorio naturale, giungendo alfine all’attenzione e al vaglio di uomini che vivevano molto, molto lontano da Norcia e dalle sue montagne. Il mito germanico del Tannhäuser e del Frau Venus Berg, che Richard Wagner avevo trasposto in musica nel diciannovesimo secolo, sembrava infatti presentare sconcertanti analogie, segrete consonanze con la storia italica della Sibilla Appenninica.

La magia della grotta posta sulla vetta del Monte della Sibilla

Con lo svilupparsi della narrazione, il richiamo del mito sibillino comincerà a risuonare in modo sinistro ed insidioso nella mente del protagonista. Infatti, dopo inquiete ricerche eseguite presso l’Archivio Storico Comunale di Norcia, nuovi ed inquietanti documenti emergeranno in merito alla reale consistenza del mito arcano della Sibilla.

E un filo tenue, terrificante comincerà a porre in relazione il protagonista con un abitante della Norcia del secolo diciannovesimo; un uomo le cui spaventose, inconcepibili scoperte avrebbero condotto fino alla soglia di un incontro privato, personale, diretto con quell’entità agghiacciante e disumana che parlava con la voce della Grande Madre Cibele e che dimorava, da molti secoli, nel ventre oscuro del Monte della Sibilla.

La chiave dell’enigma, nascosta in un antico testamento e conservata tra le mura umide e cadenti di un monumento dimenticato della Norcia di oggi, porterà il protagonista alla terrificante scoperta finale. E sarà l’ascensione a quella montagna, il Monte della Sibilla, a rivelare ciò che il segreto del mito nasconde, e ciò che di tenebroso ed indicibile non può essere disvelato.

Il romanzo che racconta il mistero antico della Sibilla di Norcia

“Abyssus Sibyllae” è l’unico romanzo oggi disponibile in Italia che ripercorra per intero, in forma narrativa, il mito della Sibilla Appenninica e della sua grotta, da “Guerrin Meschino” ad Antoine de La Sale, da Flavio Biondo a Tannhäuser, da Pio Rajna a Fernand Desonay e Lippi-Boncambi. Un’avventura nei secoli che certamente non potrà mancare di interessare e affascinare il lettore che intendesse avvicinarsi al mondo magico e fantastico dei Monti Sibillini, abitato ancora oggi dal mito favoloso della Sibilla.

Perché l’immaginario, spesso, è qui, a due passi da noi, a pochi chilometri dalla porta di casa: non è necessario scomodare maghetti o vampiri adolescenti provenienti da Paesi lontani; basta voltare l’angolo, e la magia, la favola si presentano in tutta la loro fascinazione.

Una fascinazione, talvolta, come nel caso del mito della Sibilla, vecchia di secoli. E capace ancora oggi di parlare ai nostri cuori, di accendere nelle membra, nelle mani, un fremito arcano, inspiegabile, che invade lo spirito e costringe all’attenzione, all’ascolto, e conduce, talvolta, al delirio sordo dell’inquietudine e della follia.

Visita anche tu la montagna magica della Sibilla

Se sei un appassionato frequentatore dei Monti Sibillini, se ami camminare nel grandioso scenario del Parco, organizza la tua escursione sul Monte della Sibilla, alla ricerca della grotta magica che ha affascinato generazioni di cavalieri ed avventurieri.

E non dimenticare di portare con te il romanzo “Abysssus Sibyllae”: la tua passeggiata sarà arricchita dal risuonare della leggenda, e anche tu potrai sentire il mito sibillino soffiare nel vento tra le vette!

Incontri letterari

Gestisci una libreria o un caffè letterario? Sei interessato alla narrazione della Sibilla Appenninica, alla leggenda della grotta posta tra le impervie montagne che separano le Marche dall’Umbria, il cui ingresso è ormai sigillato da secoli? Organizza una serata letteraria, offri ai tuoi avventori e clienti il coinvolgente racconto storico e poetico della leggendaria ricerca di un sogno: il sogno della Sibilla.